Sono felice che tu voglia sapere chi sono
Non ho iniziato a fotografare perché volevo fare la fotografa.
Ho iniziato perché avevo bisogno di fermare quello che stava passando.
Le persone, i legami, i momenti che sembrano piccoli finché non diventano memoria.
Col tempo ho capito che non mi interessa costruire immagini perfette,
ma restare dentro quello che succede.
Anche quando è lento.
Anche quando è disordinato.
Anche quando non si sa bene cosa fare.
Mi chiamo Raluca
La fotografia, per me, non è mai stata solo un lavoro.
È arrivata in un momento in cui avevo paura di perdere qualcosa di molto più grande: i ricordi.
Durante un periodo di malattia ho capito quanto la memoria possa essere fragile, e di come ogni tramonto, ogni sorriso potesse essere l'ultimo
Quanto quello che viviamo, se non trova un posto dove fermarsi, rischia di svanire.
Da lì è nato tutto.
Fotografare è diventato il mio modo di restare.
Di trattenere.
Di non lasciare andare ciò che conta.
Oggi sono anche una mamma.
E questo ha cambiato completamente il mio sguardo.
So cosa vuol dire il tempo che scorre troppo in fretta,
le fasi che non tornano, la bellezza silenziosa dei gesti quotidiani.
Forse è per questo che nelle mie immagini cerco sempre qualcosa di vero.
Non il momento perfetto, ma quello che assomiglia davvero alla vita.